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Cerreta di Vallaspra

“ Perché mi chiami aspra? Se la valle germoglia di gigli? Correggi, appellami amena. Difatti è un vero Paradiso”.

 

Questa iscrizione latina è scolpita su una lapide al di sopra del portone della chiesa, nel Convento di Vallaspra, situata nel bel mezzo della cerreta.

Il bosco di Vallaspra, conosciuto anche come cerreta di Vallaspra e localmente col nome di bosco di S. Pasquale (per via del convento omonimo che ospita), vegeta con una folta e ben conservata formazione forestale nel territorio di Atessa, ad una altitudine  compresa fra 300 e 600 mt circa.
Rappresenta una cenosi vegetale di particolare valore scientifico e forestale, per via delle sue peculiarità vegetazionali.
Ciò deriva dalla particolarità stazionale ed ecologica, che rende possibile riconoscere varie situazioni microambientali, per pendenza, esposizione, esistenza di settori pianeggianti con ristagno di acqua più o meno prolungata e con una moltitudine di fossi e vallecole all'interno del bosco. Ne consegue, da un punto di visto floristico, la coesistenza di specie dalle esigenze ecologiche boschive differenti, da quelle fresco-montani a quelle termofilo-sempreverdi.
In effetti, l'aspetto più caratteristico di questo luogo è la crescita di piante degli ambienti freschi montani come il Cerro (Quercus cerris), il Carbino bianco (Carpinus betulus), il Tiglio (Tilia plathyphyllos), la Carice delle Selve (Carex sylvatica) e la Festuca dei querceti (Drymochloa drymeja), altre di ambienti termofili sempreverdi come la Fillirea (Phillyrea latifolia), il Pungitopo (Ruscus aculeatus), l'Asparago (Asparagus acutifolius), lo Smilace (Smilax aspera), la Robbia (Rubia peregrina). A queste si aggiungono piante rinvenibili in genere nei boschi igrofili planizari,  come il Frassino meridionale (Fraxinus angustifolius), l'Olmo (Ulmus minor), la Carice ascelllare (Carex remota)   il  Romice sanguigno (Rumex sanguineus).
All'interno del bosco è rinvenibile una particolare associazione vegetale caratterizzante i boschi igrofili alluvionali, denominata carice-frassineto angustifoglio (Carici remotae-Fraxinetum oxycarpae); una formazione inusuale considerato che il bosco non contiene ambienti del genere, correlati a corsi fluviali. In questi luoghi vegeta una particolare specie di Iris (Iris foetidissima), indicatrice di un ristagno di acqua meno prolungato e che determinata un'altra situazione ecologica. Tale associazione è stata pertanto denominata carice-frassineto angustifoglio con giaggiolo fetido (Carice remotae-Fraxinetum oxycarpae subass. iridetosum foetidissimae). Il margine di transizione fra questa associazione e la cerreta è stata infine inquadrata nel Rubio-Carpinetum (per la presenza di Carpino bianco, ma anche di Acero campestre, Cerro e Olmo).
Il nome cerreta suggerisce il fatto che la pianta arborea dominante è rappresentata dal Cerro (Quercus cerris); a questa specie di quercia si accompagnano l'altra congenere Roverella (Quercus pubescens) e in modo assai sporadico il Leccio (Quercus ilex).  La forma dritta e slanciata delle piante di cerro, attraggono per l'aspetto elegante, con chioma fitta ma non troppo, che lasciano filtrare abbastanza luce da consentire lo sviluppo di un fitto sottobosco. Oltre allo strato arboreo dominato dalle  querce, si sviluppa un fascia più bassa ove si osservano diverse altre specie come l'Orniello (Fraxinus ornus), l'Acero campestre (Acer campestre), l'Acero opalo (Acer obtusatum), il Carpino nero (Ostrya carpinifolia), e l'Olmo (Ulmus minor). Con minore frequenza compaiono il Ciavardello (Sorbus tominalis), il Sorbo domestico (Sorbus domestica), il ciliegio  (Prunus avium), il melo selvatico (Malus sylvestris) e il Pero selvatico (Pyrus communis). Nelle zone più fresche del bosco vegetano il Carpino bianco (Carpinus betulus), il Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa) e il Tiglio (Tilia plathyphyllos subsp. plathyphyllos). 
Sotto lo strato arboreo si sviluppa quello arbustivo, più fitto la dove la luce riesce a filtrare, e ciò accade nelle radure e sui margini dei sentieri e carrarecce, nonchè lungo la strada principale asfaltata che attraversa la cerreta,  oppure nei mantelli di vegetazione ai bordi del bosco. Questi luoghi sono anche quelli più ricchi floristicamente in riferimento alla flora erbacea, perchè la presenza della luce solare è determinante per lo sviluppo e la crescita di gran parte delle piante. Solo determinate piante specializzate riescono a vegetare in una condizione di scarsa luminosità, le cosiddette sciafile (amiche dell'ombra), con diversi gradi di adattamento che vanno dall'ombra completa alla mezz'ombra. Fra gli arbusti meglio adattati in questo ambiente figurano il Ligustro (Ligustrum vulgare), il Sanguinello (Cornus sanguinea), il Corniolo (Cornus mas), l'Agrifoglio (Ilex aquifolium), la Dafne laurella (Daphne laureola) e il Biancospino selvatico (Crataegus laevigata subsp. laevigata). Negli ambienti più aperti si incontrano poi una moltitudine di arbusti fra cui la Carpinella (Carpinus orientalis), il Prugnolo  (Prunus spinosa), il Biancospino comune (Crataegus monogyna subsp. monogyna), l'Emero (Emerus major subsp. major), il Citiso a foglie sessili (Cytisophyllum sessilifolium), la Fusaria (Euonymus europaeus), la Fillirea (Phillyrea latifolia), il Nocciolo (Corylus avellana), l'Osiride (Osyris alba), l'Asparago (Asparagus acutifolius), il Caprifoglio etrusco  (Lonicera etrusca), la suffruticosa Genista dei tintori (Genista tinctoria), frequente è la presenza del Pungitopo (Ruscus aculeatus), che talora forma macchie nel sottobosco di notevole estensione. Arbusti e alberi, forniscono l'appoggio per lo sviluppo di diverse piante lianose, fra le cui l'Edera (Edera elix) è senza dubbio la più comune, ma si incontrano facilmente anche la Vitalba (Clematis vitalba),  la Clematide fiammola (Clematis flammula), la Salsapariglia (Smilax aspera),la Robbia selvatica (Rubia peregrina), il Tamaro (Dioscorea communis), il Caprifoglio comune (Lonicera caprifolium) e la Rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens).
Alberi e arbusti e liane, se pur numerosi, rappresentano una piccola percentuale rispetto al numero di specie erbacee che vegetano nel bosco. I mesi primaverili sono quelli in cui si concentrano gran parte delle fioriture, ma già a fine inverno si osservano piante che approfittano della maggior quantità di luce che filtra dalle chiome ancora spoglie degli alberi.  Fra questi la Primula (Primula vulgaris), il Ciclamino primaverile (Cyclamen repandum subsp. repandum), le viole con la Viola bianca (Viola alba subsp. dehnhardtii) e la Viola silvestre (Viola reichenbachiana), la Polmonaria chiazzata (Pulmonaria hirta subsp. hirta), l'Elleboro fetido (Helleborus foetidus)e l'Anemone dell'Appennino (Anemone apennina), più ai margini del bosco crescono l'Anemone fior stella (Anemone hortensis subsp. hortensis)  e lo zafferano selvatico (Crocus biflorus).
 Con l'avanzare dei mesi primaverili le fioriture si fanno numerosissime e sarebbe impossibile qui citare tutte le piante;  nel bosco si rinvengono diverse specie mesofile, fra cui Erba fragolina (Sanicula europaea), l'Euforbia delle faggete (Euphorbia amygdaloides subsp. amygdaloides), l'Aglio pendulo (Allium pendulinum), l'Erba lucciola mediterranea (Luzula forsteri), e diverse Cicerchie, come la Cicerchia veneta (Lathyrus venetus), la Cicerchia primaticcia (Lathyrus vernus subsp. vernus), la rara Cicerchia nera (Lathyrus niger subsp. niger) e la preziosa Cicerchia pannonica (Làthyrus pannonicus subsp. varius), quest'ultima presente per lo più lungo i margini della cerreta.
Per via della loro fioritura poco appariscente e meno attraente, rispetto ad altre famiglie vegetali, le Poaceae (meglio conosciute come Graminacee) e le Cyperaceae,  spesso sono ignorate da molti. Eppure esse concorrono in modo determinante all'aspetto del paesaggio, colonizzando ogni angolo del territorio con una moltitudine di specie. Anche all'interno deI bosco , se ne possono trovare svariate. Nel sottobosco cerreta di Vallaspra vegeta una particolare poaceae, denominata Festuca dei querceti (Drymochloa drymeja subsp. exaltata), importante perchè endemica dell'Italia centro-meridionale. A questa si accompagnano altre poaceae come il Forasacco maggiore (Bromus ramosus), il Paleo odoroso (Anthoxanthum odoratum),  la Melica comune (Melica uniflora) e soprattutto il Paléo silvestre (Brachypodium sylvaticum subsp. sylvaticum), capace di svilupparsi in vaste formazioni denominate Brachipodieti. Le carici (famiglia delle Cyperaceae) sono altre piante peculiari della cerreta, con alcune specie rare come la Carice di Olbia (Carex olbiensis), la Carice di Griolet (Carex grioletii), e la Carice ascellare (Carex remota), e altre più comuni come la Carice delle selve (Carex sylvatica), la Carice glauca (Carex flacca), la Carice di Haller (Carex hallerana) e la Carice maggiore (Carex pendula).
Percorrendo strade e sentieri, l'attenzione viene attratta da vistose fioriture, fra le quali quella dell'Erba-amara dei boschi (Tanacetum corymbosum subsp. achilleae), l'Olmaria peperina (Filipendula vulgaris), l'Erba di San Giovanni a foglie cordate (Hypericum perfoliatum), l'Erba-perla azzurra (Buglossoides purpurocaerulea), il Gladiolo dei campi (Gladiolus italicus), il Garofano dei Certosini (Dianthus carthusianorum), e il Millefoglio agerato (Achillea ageratum), le ultime due localizzate nel margine orientale della cerreta, ai confini con la zona calanchiva di Atessa. Molto più discrete nell'aspetto, a causa delle dimensioni ridotte delle piante , figurano le sfuggenti orchidee; osservate da vicino però rilevano tutta la loro straordinaria bellezza. Nella cerreta di Vallaspra se ne contano svariate specie, fra le più rare da segnalare l'Ofride gialla (Ophrys lutea), l'Ofride insettifera (Ophrys insectifera susp. insectifera), l'Ofride fior di Bombo  (Ophrys bombyliflora), l'Orchide gialla (Orchis provincialis) e il Barbone adriatico  (Himantoglossum adriaticum). Notevole importanza riveste la presenza del raro Giaggiolo meridionale (Iris lorea), pianta nota per l'Italia meridionale, l'Abruzzo rappresenta il limite settentrionale di distribuzione. Nella regione è segnalata anche per la la Lecceta di Torino di Sangro e Monteodorisio.
A fine primavera, fiorisce la pianta più appariscente della cerreta: il bellissimo Giglio rosso (Lilium bulbiferum subsp. croceum) chiamato anche Giglio di San Giovanni, poichè è solito fiorire a fine Giugno, in corrispondenza del giorno dedicato a tale Santo. Non si può considerare questa pianta come specie rara, ma è protetta da leggi regionali, che ne vieta la raccolta. Nei mesi estivi, quando molte fioriture primaverili sono ormai svanite, sono le Apiaceae (famiglia meglio conosciuta come ombrellifere) a caratterizzare il bosco con numerose specie, anche importati. In particolare si possono ammirare la maestosa Imperatoria finocchio-porcino (Peucedanum officinale), l'Imperatoria veneta (Xanthoselinum venetum), l'Imperatoria cervaria (Cervaria rivinii), la Ferula finocchiazzo (Ferulago campestris), il Prezzemolo bastardo (Ammoides pusilla) e il Cerfoglio peloso (Chaerophyllum temulum). A queste si accompagnano altre piante legate al sottobosco, quali la Campanula selvatica (Campanula trachelium subsp. trachelium), il Malvone di Turingia (Malva thuringiaca), e il Cardo stretto (Ptilostemon strictus). Nei periodi tardo estivi-autunnali, all'interno del bosco, si può assistere alla fioritura della  Serratula dei tintori (Serratula tinctoria), specie non comune per la regione, e così chiamata per che da essa si può ricavare un colorante di colore giallo, per uso tessile. Nello stesso periodo compaiono gli appariscenti fiori del velenoso Colchico portoghese (Colchicum lusitanum).
Le piante vascolari finora accennate sono solo una parte del complesso ecosistema chiamato bosco, dove diversi altri organismi concorrono e interagiscono per sostenersi, a partire dal substrato del suolo sino alla cima degli alberi. Funghi, epatiche, muschi, licheni, sono esseri generalmente ignorati dai più, ma di fondamentale importanza. Se si osservano con maggiore attenzione, si scoprirà una sorprendente moltitudine di forme e colori.
La parte più bella della cerreta e la meglio conservata, è la zona al di sopra dei 400 metri; più in basso e sul settore orientale invece, è stato in passato realizzato un rimboschimento con piante non autoctone di conifere (pini, cipressi e cedri), che appare molto meno naturale rispetto al querceto e che è soggetto, fra l'altro,  a frequenti incendi per mano dell'uomo.

Nella cerreta di Vallaspra sono presenti molte specie rare per la regione Abruzzo, un numero rilevante soprattutto se messo in relazione alla limitata estensione del bosco.

La Cicerchia pannonica (Lathyrus pannonicus subsp. varius) rappresenta la pianta più rappresentativa della Cerreta di Vallaspra, in quanto nel territorio regionale cresce unicamente in questo bosco.  E' una specie dall'areale Eurosiberiana, in Italia presente in alcune regioni settentrionali, Toscana e Umbria. L'Abruzzo rappresenta il limite di distribuzione più meridionale nel territorio italiano. La cicerchia pannonica, vegeta ai margini del bosco, ma in alcuni casi si spinge anche all'interno, nelle zone più luminose.
Altra pianta molto importante è rappresentata dalla Carice di Olbia (Carex olbiensis), rinvenuta sempre nel 2010;  si tratta della seconda segnalazione in Abruzzo, la specie è presente infatti anche nella Lecceta di Torino di Sangro.

 

 

Quercus cerris

 

Quercus cerris - Cerro

 

Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa

 

Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa - Frassino meridionale

 

Ulmus minor subsp. minor

 

Ulmus minor subsp. minor - Olmo campestre

 

Crataegus laevigata subsp. laevigata

 

Crataegus laevigata subsp. laevigata - Biancospino selvatico

 

Crataegus monogyna subsp. monogyna

 

Crataegus monogyna subsp. monogyna - Biancospino comune

 

Ruscus aculeatus

 

Ruscus aculeatus - Pungitopo

 

Rumex sanguineus

 

Rumex sanguineus - Romice sanguineo

 

Achillea ageratum

 

Achillea ageratum - Millefoglio agerato

 

Carex olbiensis

 

 

Carex olbiensis - Carice di Olbia

 

Carex sylvatica

 

Carex sylvatica - Carice delle selve

 

Carex hallerana

 

Carex hallerana - Carice di Haller

 

Luzula forsteri

 

Luzula forsteri - Erba lucciola mediterranea

 

Allium pendulinum

 

Allium pendulinum - Aglio pendulo

 

Loncomelos pyrenaicus

 

Loncomelos pyrenaicus - Latte di Gallina a fiori giallastri

 

Blackstonia perfoliata subsp. perfoliata

 

Blackstonia perfoliata subsp. perfoliata - Centauro giallo

 

Dianthus carthusianorum

 

Dianthus carthusianorum - Garofano dei Certosini

 

Tanacetum corymbosum subsp. achilleae

 

Tanacetum corymbosum subsp. achilleae - Erba-amara dei boschi

 

Jacobaea aquatica

 

Jacobaea aquatica - Senecione dei fossi

 

Vicia villosa subsp. villosa

 

Vicia villosa subsp. villosa - Veccia pelosa

 

Filipendula vulgaris

 

Filipendula vulgaris - Olmaria peperina

 

Hypericum perfoliatum

 

Hypericum perfoliatum - Erba di S.Giovanni a foglie cordate

 

Lilium bulbiferum subsp. croceum

 

Lilium bulbiferum subsp. croceum - Giglio rosso

 

Làthyrus pannonicus subsp. varius

 

Làthyrus pannonicus subsp. varius - Cicerchia pannonica

 

Lathyrus niger subsp. niger

 

Làthyrus niger subsp. niger - Cicerchia nera

 

Lathyrus latifolius

 

Làthyrus latifolius - Cicerchia a foglie larghe

 

Iris lorea

 

Iris lorea - Giaggiolo meridionale

 

Iris foetidissima

 

Iris foetidissima - Giaggiolo puzzolente

 

Crocus biflorus

 

Crocus biflorus - Zafferano selvatico

 

Orchis provincialis

 

Orchis provincialis - Orchide gialla

 

Ophrys lutea

 

Ophrys lutea - Ofride gialla

 

Ophrys insectifera susp. insectifera

 

Ophrys insectifera susp. insectifera - Ofride insettifera

 

Ophrys bertolonii

 

Ophrys bertolonii - Ofride di Bertoloni

 

Himantoglossum adriaticum

 

Himantoglossum adriaticum - Barbone adriatico

 

Serratula tinctoria subsp. tinctoria

 

Serratula tinctoria subsp. tinctoria - Serratula dei tintori

 

Xanthoselinum venetum

 

Xanthoselinum venetum - Imperatoria veneta

 

Cervaria rivinii

 

Cervaria rivinii - Imperatoria cervaria

 

Peucedanum officinale

 

Peucedanum officinale - Imperatoria finocchio-porcino

 

Ammoides pusilla

 

Ammoides pusilla - Prezzemolo bastardo

 

Ferulago campestris

 

Ferulago campestris Ferula finocchiazzo

 

Aurinia sinuata

 

Aurinia sinuata - Vesicaria minore

 

Buglossoides purpurocaerulea

 

Buglossoides purpurocaerulea - Erba-perla azzurra

 

Drymochloa drymeja subsp. exaltata

 

Drymochloa drymeja subsp. exaltata - Festuca dei querceti